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Lesbiche

Ricca sezione dedicata alle donne che si raccontano di aver amato altre donne. Sensazioni puramente femminili che hanno messo da parte gli uomini per apprezzare le doti dello stesso sesso. tante esperienze lesbo raccontate tra queste righe che si aggiornano mensilmente per dare un archivio interminabile di racconti erotici lesbo da leggere ovunque, con un pc, un tablet o un cellulare collegato ad Internet! Storie lesbo subito pronte da leggere gratis.



Margherita
Racconti - Lesbiche
Scritto da Mara Mora   
Sabato 15 Ottobre 2011 00:47

Tu sarai la nostra schiava!
Così le dicesti a bruciapelo, guardandola negli occhi.
L'avevamo conosciuta ad una riunione indetta dalla nuova giunta comunale che si era messa in testa di ripristinare la Commissione cittadina per il controllo della refezione.
Le nostre scuole ci avevano fatto pervenire l'invito per una sera di ottobre.
Noi, bravi come sempre ed anche un po' curiosi ci andammo.
Fra una marea di Concetta e Maria vocianti ci si era avvicinata una giovane donna molto timida.
Era molto ben vestita , doveva essere di buona levatura sociale.
Qualche domanda da parte sua, qualche risposta intelligente, come sappiamo dare noi, e ci si era seduta accanto chiedendo compitamente il permesso.
Parlava bene, vestiva bene ma in lei c'era qualche cosa di strano.
Era alta circa un metro e settanta, capelli neri a caschetto come Valentina dei fumetti, labbra carnose, occhi vispi sul verde, bella pelle, sembrava fatta bene ma i vestiti castigati impedivano di capire se era ben fatta o meno . Vestiva un po' troppo da signora, molto accollata molto seriosa.
La serata fini nel solito casino di schiamazzi e minacce dei genitori verso le istituzioni senza nulla di costruttivo. Peccato.
Ma quella serata non era stata buttata via. Avevamo conosciuto Margherita.
Piu tardi, a casa ci trovammo a discutere della serata e il discorso si concentrò su Margherita.
Ci era piaciuta ma ad entrambe aveva fatto uno strano effetto. C'era in lei qualche cosa che la faceva comportare in modo troppo riservato.
Facemmo l'amore e ci addormentammo senza più pensare a Margherita.
Passò qualche giorno prima che ci tornasse in mente ed una mattina, prima che uscissi, mi dissi che avresti telefonato a Margherita per incontrarla con una scusa e cercare di conoscerla meglio.
Passasti qualche ora con lei e riuscisti a capire diverse cose di lei.
Aveva 27 anni, era mamma di una bimba di sei, sposata ad un professore di teologia, veniva da una famiglia molto religiosa. La sua vita tra parrocchia dove era attivissima, volontaria per assistenza anziani, scuola l'occupavano totalmente.
Il marito, molto religioso e di vecchio stampo, insegnava a Perugia e faceva il pendolare settimanale. Era felice quanto ci si aspetta da chi ha una vita tranquilla e ben organizzata, molto poco. Avevi tentato di parlare di qualche cosa di più intimo ma era sfuggita alle domande o era stata molto vaga.
Passarono alcuni giorni e fu lei a farsi viva, a chiederti di incontrarti . La cosa si ripetè diverse volte, sempre più spesso. Ti si era affezionata come un cagnolino.
Usciva spesso con te, come se da te assorbisse il tuo modo di essere. Chiedeva consigli sulla vita famigliare, sulla cucina, sul modo di vestirsi.
Una volta, giusto parlando di vestiti , si era dimostrata molto imbarazzata quando le avevi chiesto cosa indossasse di intimo. Senza mostrare gli indumenti che aveva addosso, prese da un cassetto un paio di slip ascellari ed un reggiseno mostruoso per mostrarteli.
Quando poi tu le dissi che spesso non portavi niente sotto i vestiti il suo imbarazzo era stato molto forte, ma anche la sua curiosità si era risvegliata. Era poi finita in una discussione sulla morale che ti aveva gettato nella disperazione.
Fu così che una sera decidemmo che Margherita sarebbe stata " educata " da noi.
Il giorno dopo, con una telefonata la invitasti a prendere un te con delle amiche, a casa nostra nel pomeriggio. Sapevi che quel giorno la suocera sarebbe andata a prendere la bimba a scuola e l'avrebbe tenuta a casa anche a dormire.
Mi presi un pomeriggio di ferie.
Quando suonò alla porta andai ad aprire, fu stupita nel vedermi, doveva essere un te fra signore.
La rassicurai che la mia presenza sarebbe stata solo momentanea.
La feci accomodare in sala dove l'aspettavi. Si rilassò e cominciaste a parlare.
Dopo un bel po' si rese conto che le amiche non arrivavano e che ero ancora li.
Timidamente ti chiese come mai nessuno era ancora arrivato.
Allora guardandola negli occhi, a bruciapelo le dici:
- Qui non verranno amiche
Tu sarai la nostra schiava
Se vuoi puoi andartene subito ma se resti sarai la nostra schiava, farai tutto ciò che  
Ti chiederemo, subirai tutto quello che ti infliggeremo.
Ti faremo urlare di piacere e di dolore.

Era diventata rossa, cercava di parlare ma riusciva solo a balbettare. Con uno scatto si era avvicinata alla porta per andarsene. Io gliela avevo aperta tranquillo, sorridendo e salutandola.
Uscita, avevo richiuso la porta e ti avevo guardato perplesso. L'avevamo solo spaventata.
Ma tu non eri convinta - tornerà-

Infatti dopo pochi minuti il campanello suonò, andai ad aprire ed era lei.
Senza aprire bocca tornò a sedersi nel punto in cui era stata seduta, guardandoti, con un filo di voce ti chiede
-    cosa vuoi da me ? -
- tutto - fu la tua risposta.
- Togliti la giacca , siediti comoda, appoggia la schiena e rilassati
così fece
- ti sei mai masturbata ?
- da ragazzina ma è una cosa che si fa da ragazzini e poi fa molto male
- ti sei mai masturbata davanti a qualcuno?
- Sei pazza ? ma è una cosa sconcia. Che non si deve fare, è peccato
- Bene allora fallo ! subito davanti a noi.
- Ma non saprei nemmeno come fare
- Guarda, così - e mettendoti una mano sotto la gonna cominci a toccarti la figa mentre con l'altra mano ti tasti un seno.
Rossa come un peperone, cerca di distogliere lo sguardo dalle tue mani.
- ora che hai visto come si fa , provaci
- ma io non....
- Avanti provaci!
Le sue mani si dirigono verso la gonna, senza sollevarla vi entrano e presumibilmente raggiungono il suo sesso, vediamo solo del movimento ma non sappiamo cosa sta esattamente facendo.
- alzati- la comandi.
- Apriti la camicia, svelta
Questa volta lo fa senza opporsi
- togliti la gonna
La fa scivolare lungo i piedi. Si porta una mano al seno ed una all'inguine.
- via mutandine e reggiseno
Non si muove, ti alzi, mi fai un cenno e le afferro le braccia e le porto dietro la schiena.
Prendi un paio di forbici e le tagli il reggiseno. Spuntano due seni tondi e gonfi probabilmente una terza misura. Lucidi con capezzoli e areole rosa . l'area intorno al capezzolo è rigonfia.
Con la forbice tagli gli slip sui fianchi e con un colpo secco glieli strappi. Il triangolo nero compare, peloso e malcurato, un cespuglione che sarebbe meglio eliminare.
Nuda la portiamo in bagno, la facciamo sedere sul bidè. Le tengo le braccia sollevate in alto unite, mentre tu le spalanchi le gambe per rasarla. Una prima resistenza viene opposta ma un tuo sguardo duro diretto ai suoi occhi la convince a spalancare le cosce. La depili con dolcezza, lentamente con cura i peli tolti lasciano spazio ad una figa rosa con labbra interne rosso fuoco.
Sparito ogni pelo, prendi la crema e gliela spalmi con amore sulla parte provata dal rasoio.
Ci accorgiamo che le piace, che nonostante cerchi di non mostrarlo, le piace molto la tua mano.
- ora masturbati forza - le comandi afferrandole una mano e portandogliela all'inguine.
Piano piano le insegni come muovere la mano fin quando non senti che esegue i movimenti da sola.
In pochi secondi inizia a mugulare, sta raggiungendo il piacere con le sue mani davanti ai nostri occhi mentre tu la imiti accarezzandoti sotto i vestiti.
Un rivolo caldo le scende lungo la coscia. Ha avuto l'orgasmo.
La riportiamo in sala e la lasciamo in piedi. Mentre noi prendiamo posto davanti a lei.
- sei bella, mostrati, mostraci la tua figa .
Inaspettatamente le sue mani si dirigono verso il sesso e con le dita se lo apre.
- accarezzati le tette, pizzicati i capezzoli.
Lo fa senza indugio; un muro è stato abbattuto.
- girati e mostraci il culo - le dici senza esitazione
Si gira e si apre le natiche. Ha un bel culo sodo e tondo con un buchetto rosa, le si vedono pendere le labbra della figa , sembrano umide.
- mettiti a quattro zampe ed avvicinati - le comandi
Come un cagnolino si dirige verso di te
Ti spogli completamente e ti risiedi sul divano, alzi le gambe completamente mostrandole ora la tua figa ed il buco del culo.
- leccami, dolcemente , leccami.
Avvicina le sue labbra alla tua figa, senti il suo caldo respiro poi la sua lingua umida si appoggia sul tuo sesso e comincia a muoversi lentamente. Le sue leccate sono senza esperienza ma cominciano a fare effetto su di te.
- mentre mi lecchi ti farò frustare, più saranno secche le frustate più dovrai leccarmi, prima mi farai godere, prima smetteranno le frustate-
La piccola frusta stava da sempre su quel tavolino, era un ricordo di viaggio. L'afferro e comincio a frustarle le natiche. Guaiti di dolore sfuggono dalle sue labbra impegnate a leccarti, ad ogni colpo inarca la schiena e spinge la sua lingua più profondamente in te provocandoti un forte piacere. Il tuo primo orgasmo era arriva in poco tempo.
Le sue natiche erano piene di segni rossi.
-Alzati - le comandi
Il suo torace è imperlato di sudore per l'eccitazione ed il dolore. I suoi capezzoli ritti, hanno raggiunto un colore quasi rosso.
-siediti su quella poltrona, il culo sul bordo, le gambe aperte più che puoi. La testa appoggiata allo schienale.-
Si sta trasformando, fisicamente sta diventando bellissima. Più perde pudore più diventa bella con gli occhi verdi lucidi di lacrime e piacere.
Così semisdraiata sulla poltrona è deliziosa e lasciva. La figa nuda tra le gambe aperte è molle di piacere, la testa reclinata contro lo schienale le inarca il collo.
Con le dita le apri la bocca.
- tienila aperta -
- l'altra tua mano va sul suo sesso, le dita prendono fra di loro le labbra calde della figa, ci giocano poi improvvisamente entrano in profondità . Le dita che prima accarezzavano la sua bocca ora la penetrano.
Quattro di loro le scendono in gola mentre giochi rapida con la sua figa .
E' come se le tue mani volessero incontrarsi a metà del suo corpo penetrando contemporaneamente dalla bocca e dalla figa. Quasi non respira più ma non si ribella anzi stringe, come può le sue aperture invase dalle dita.
E' bello vedere come la sfondi, come le piace. Il suo bacino si agita in fuori ed indietro per ingoiare la tua mano, gemiti le escono dal corpo. Non riesco a rimanere indifferente allo spettacolo, mi apro i pantaloni, mi prendo il cazzo in mano e comincio a menarmelo osservandovi.
Uno strillo acuto annuncia un altro orgasmo di Margherita.
Un altro muro è abbattuto.
- siediti a cavallo di quella sedia con le tette rivolte allo schienale.
Hai avuto un altro desiderio.
Buona ed ubbidiente si accomoda.
Le leghiamo le mani dietro la schiena. Il suo busto si inarca cavalcando la sedia il culo le si apre, le sue mani le sono appoggiate sopra mentre le tette svettano in avanti morbide e puntute.
Prendi la corda stringicapezzoli e facendola passare dietro lo schienale gli imprigioni i capezzoli. Ad ogni movimento del suo corpo la corda si tende e li tira provocandole una smorfia di dolore. Il suo mento è costretto ad appoggiarsi allo schienale per non fare tirare la corda, in questo modo le natiche le si divaricano per lo sforzo.
Da dietro le tue mani le accarezzano il collo, la tesata e si avvicinano alla sua bocca.
Le tue dita le entrano in bocca e con l'indice ed il medio ti porti agli angoli della bocca.
Tirando leggermente in fuori la costringi ad aprire la bocca in un largo ovale .
Mi inviti a farci entrare il cazzo .
Mi metto di fronte alla sua bocca e glielo faccio entrare. Posso giocare li dentro perché tu gliela tieni aperta. Lo faccio passare sulla parte interna delle guance, lo spingo contro il palato, in gola senza che lei possa muoversi.
Guardare i suoi occhi lucidi, sapere che è immobilizzata è un grandissimo piacere.
- ora succhialo, ma succhialo bene altrimenti ti punisco- le dici decisa lasciandole i bordi della bocca.
Lei comincia a succhiarmelo ma ovviamente non c'è paragone con come tu lo sai fare.
Dalla mia faccia ti accorgi che la soddisfazione di quel pompino è molto poca.
- non sei sufficientemente brava ed ora ti punirò.
Ti cacci il dito medio in bocca, te lo succhi, lo avvicini al suo buco del culo e con un colpo secco glielo ficchi dentro. Il suo muscolo immediatamente reagisce stringendoti il dito e tu, sentendo la stretta calda e forte del suo muscolo anale ti ecciti .
Urla sotto i colpi, il pompino migliora, la sua lingua si fa sentire, i colpi nel culo fanno avanzare la bocca sul mio cazzo. Tra i suoi gemiti di piacere e di dolore vengo sborrandole in gola tutto il mio sperma.
Le slego le mani, le libero i capezzoli ormai violacei e la faccio alzare sempre con il tuo dito nel culo.
Il dolore si vede dai suoi occhi . La spingi verso il tavolo e prima di farla sdraiare le togli il dito. Emette un gemito lieve ma non dice nulla.
-sdraiati a pancia in su-
Una volta sdraiata le alziamo le gambe sino a che toccano i suoi seni. Il culo forma una deliziosa curva mostrando tutto quello che racchiude.
Passiamo una lunga cinghia sotto il tavolo e le leghiamo le gambe in questa posizione.
Busto, gambe e tavolo sono strettamente legati insieme. Le leghiamo le braccia usando delle corde passate intorno le gambe del tavolo.
Cosi aperta si offre alla tua lingua che la penetra e la lecca. L'aspro dei suoi succhi ti si scioglie in bocca, la tua lingua segue ogni escrescenza della sua figa, entra ed esce dal nido umido. Le tue labbra si incollano alle sue labbra e gli succhi tutto il liquido caldo che in improvviso orgasmo le schizza fuori.
Prendi due candele e le accendi me ne dai una e mi inviti a farle colare la cenere sulla carne morbida.
Lascio a te questo piacere ed infilo la mia candela accesa nella sua figa che così rimane un po' aperta per accoglierla.   Le afferro la morbida pelle del pube le la tiro verso l'alto . La cera bollente della tua candela cade sulla pelle delicata procurandole grida che non sono di dolore ma di piacere. Il corpo si agita. Croste di cera si solidificano sulle sue labbra mentre la candela che ha nella figa comincia a colare .
Spegni la tua candela e vai verso il suo viso. Cominci a baciarla mentre si lamenta per il bruciore della candela che si scioglie. La tua lingua violenta la sua bocca più inesorabile del cazzo di un maschio.
E' allora che ti viene voglia di incularla .
La liberi della cinghia, le togli la candela e mi chiedi di tenerle da dietro le gambe aperte ma leggermente piegate con i piedi che combaciano e di aspettare un momento in quella posizione. Ti allontani e dopo poco ritorni con il cazzo di lattice saldamente fissato in vita ed un barattolo di crema.
Le ungi il culo con veemenza mentre io te la tengo aperte.
Le punti il cazzo sul buco e con un colpo le infili il cazzo di gomma sino in fondo.
Il suo urlo è forte come il dolore che le hai provocato.
Cominci a fotterla come un maschio fuori e dentro, fuori e dentro.
Ogni tanto lo tiri fuori e glielo ficchi nella figa strappandole un urlo di piacere poi glielo ricacci nel culo facendola urlare di dolore. Ormai non capisce più niente, si agita per il godimento, si inarca, trema, geme, ringhia, sbava, urla di continuare, di non smettere, di spaccarle il culo e la figa, che sta impazzendo.
Anche il mio cazzo si è gonfiato per lo spettacolo. Te ne accorgi e mi dici di ficcarglielo in bocca.
Le lascio le gambe, tanto non ce n'è più bisogno perché è il suo stesso piacere che gliele fa tenere aperte. Salgo sul tavolo, in ginocchio sopra la sua testa e le infilo il cazzo in bocca in modo che tu mi possa guardare mentre mi succhia.
Comincia a stringerlo e a succhiarlo frenetica, succhia e risucchia come se fosse una esperta. Mi strappa così una sborrata calda e violenta che ingoia con passione mentre il tuo cazzo finto le sta spaccando il culo e la figa con gli ultimi colpi secchi.
Urla di piacere, anche tu urli, l'emozione di fottere un culo vergine ad una bella donna sottomessa ti procura un orgasmo cerebrale e fisico.
Siamo sfiniti, tutti, l'emozione è stata fortissima .
- vogliamo lasciarti un segno sul corpo che ti ricordi di questo momento- le dico
- va bene-
Prendo il coltellino affilato con cui apro la posta, accendo una candela e vi passo sopra la lama. Mentre sto riscaldando la lama, senza che ne io ne tu avessimo parlato Margherita si sistema sul tavolo afferra le corde che le tenevano legate le man, fa scivolare le gambe aperte lungo i fianchi del tavolo, spingendo il culo sul bordo. Il pube le si distende e la pelle intorno alla figa si stira completamente.
Mi avvicino con il coltello fumante
- vuoi che il segno te lo facciamo li ? - indicando il suo pube offerto
- si -
- lo sai che ti farà molto male
- si voglio sentire male mentre me lo fate è il mio modo per ringraziarvi.
Ti passo il coltellino e tu gli incidi una "G" sul pube verso il labbro sinistro. Le si imperlano gli occhi per il dolore e trattiene a stento un gemito. Poi tocca a me e mentre incido la mia "M" dalla parte opposta, piccole cocce di sangue accompagnano l'incisione.
Ora Margherita è nostra e lei ne è felice. Siamo tutti sfiniti.
Margherita chiede di fare una telefonata.
-Ciao, ho avuto un contrattempo con l'auto, si è rotta, non posso tornare a casa, pensa tu alla bambina, grazie , a domani -
Ripone il telefono, si avvicina a noi ci porta in camera, si sdraia sul letto, nel mezzo, ci guarda - venite qui, questa notte non torno a casa, voglio dormire con voi.
Ci sdraiamo ed abbracciati ci addormentiamo.
Grazie Margherita.

 
Cugine...
Racconti - Lesbiche
Scritto da Mara Mora   
Sabato 15 Ottobre 2011 00:46

Ciao sono Paola, ho 18 anni appena compiuti. La scorsa settimana è accaduto quello che io non avrei mai previsto. Mia cugina Laura ha compiuto 18 anni e essendo cresciute insieme, essendo molto legate, ho partecipato alla sua festa. Dopo la festa, come succedeva spesso, sono rimasta a dormire a casa sua.
In queste situazioni, lei dormiva sul suo letto e io avevo il mio poco distante dal suo, ma quando ero lì, li accostavamo per guardare insieme la tv o semplicemente per parlare. Quella sera io avevo il mio solito pigiamino rosa e lei aveva una vestaglietta verde chiara. Andati a dormire abbiamo cominciato a parlare delle solite cose: ragazzi, sesso e le solite donne che due diciottenni si confidano. Come al solito è venuto fuori l'argomento masturbazione: io avevo provveduto a masturbarmi prima d'entrare nella doccia il pomeriggio, lei m'ha confidato che non lo faceva da giorni e che aveva davvero voglia. Questo era già successo, ma quella delle due che aveva bisogno s'alzava e andava al bagno tranquillamente e poi tornava soddisfatta.
Quella sera, scherzando, Laura ha detto che lo avrebbe fatto lì senza farsi vedere da me, sotto le sue lenzuola. Io le ho detto che per me andava bene, solo che volevo sentire la sua reazione al momento dell'orgasmo. Allora Laura m'ha detto che anch'io dovevo farlo, anche se l'avevo fatto il pomeriggio stesso, altrimenti si sentiva in imbarazzo a farlo da sola. Non m'andava, ma per farle un favore acconsentii. Allora cominciammo. Intanto ci siamo promesse di parlare e raccontarci come sarebbe stato. Lei cominciò a ansimare anche se sembrava che niente si muovesse sotto quelle lenzuola. A quel punto qualcosa m'ha preso e ho detto che volevo guardarla mentre veniva. Accendemmo la luce e lei era paonazza e muoveva ancora il suo braccio sotto le lenzuola, presa da un raptus ho tirato via il lenzuolo e l'ho trovata con la mano sotto la vestaglietta, lei mi ha sorriso e ha allargato di più le gambe per mostrarmi il suo panorama. E' stato quello il momento in cui lei m'ha detto, se io avessi voluto continuare. La cosa era eccitante e poi per scherzare ce l'eravamo toccata tante volte. Ho cominciato a massaggiarle il clitoride, era rossa in viso, stava venendo e mi sentivo di voler fare qualcosa in più per lei, allora, sono scesa giù con la testa e l'ho sorpresa cominciandogliela a leccare. Su e giù con la lingua nella fessurina e lei mi schiacciava contro la sua micetta e s'inarcava con la schiena. Era acido quel succo sulla mia lingua ma mi stava piacendo tantissimo. E' venuto stringendomi i capelli! Io pensavo che tutto fosse finito lì, invece, lei aveva una sorpresa per me, m'ha sfilato il pigiama e lo slip e ha cominciato a leccarmi. A lei era già successo con un ragazzo di praticare sesso orale, ma io non l'avevo mai provato e tante volte m'ero masturbata sui suoi racconti. Era stupendo! Sono venuta fortissimo e ho sentito una fitta violenta al clitoride... finito tutto ci siamo ricomposte e abbiamo dormito con la promessa che non sarebbe successo più, ma ieri...è fortunatamente risuccesso...

 
Amiche
Racconti - Lesbiche
Scritto da Mara Mora   
Sabato 15 Ottobre 2011 00:45

E' una splendida giornata primaverile, l'aria frizza ancora, ma il sole è caldo, la voglia di vivere e di vivere nove esperienze è molto forte favorita dal clima di questo particolare periodo annuale, dove il calore esalta il profumo dei fiori nel pieno della loro fragranza e forza, dove i boccioli e le gemme cominciano a lasciare lo spazio a fiori più maturi, belli e profumati ma ancora concretamente turgidi.

Roberta una splendida ragazza alta con un bel seno ed un sedere ben modellato su un corpo slanciato, bionda, con i capelli a caschetto, di professione medico, è stata invitata da una sua amica a visitare il proprio compagno.

Affacciandosi alla finestra, della propria abitazione e respirando l'aria di questa splendida giornata, la dottoressa, avverte intorno a sé la fragranza degli odori, la bellezza dei colori, il frizzo dell'aria pulita ed il calore del sole, tra sé pensa che se fosse altrove e non dovesse fare una visita professionale le piacerebbe uscire in modo selvaggio.

Decide in ogni modo di fare una mezza pazzia, giusto per far gioire anche il suo corpo e dopo averlo profumato e curato con particolare cura, radendosi da ogni pelo; indossa, senza nulla sotto, un tailleur color corallo, giacca a mezza manica con scollatura profonda, che oltre a far intravedere il seno destro lascia uscire un dolce profumo femminile, la gonna è corta, le scarpe in tinta con l'abito hanno il tacco alto, gli occhiali con la montatura leggera sul rosa e una collana di perle.

Camminando sente l'aria che l'accarezza in ogni suo punto dandogli una piacevole sensazione, finché arriva a destinazione.

Le va incontro sorridente Antonella che aprendole la porta la invita ad entrare, la padrona di casa è mora con un bel viso, gli occhi neri e caldi, le labbra carnose, su una carnagione scura. E' fisicamente slanciata con il seno importate, indossa un mini abito color panna di seta con i capezzoli che spingono sotto il tessuto e delle spalline sottili che lasciano la schiena completamente nuda fino all'inizio delle natiche piccole alte e sode nonché molto profumate, stivali bianchi con tacco alto e zeppa, bracciale d'oro da schiava sul braccio sinistro, collana di sfere d'ambra e orecchini di perla.

Le due sono amiche da tempo e Roberta è invitata da Max ad accomodarsi sul divano per degustare un tè.

Max è moro capelli lunghi sulle spalle, occhi grandi e neri, compagno di Antonella, veste con pantaloni antracite e camicia azzurra con i polsi girati, scarpe inglesi e calze scure.

L'abitazione è molto luminosa e colorata, il divano è leggermente scostato dalla finestra ed un poster incorniciato raffigura i padroni di casa sdraiati nudi su una spiaggia ad abbronzarsi.

Antonella le spiega che lui ha dei dolori dietro la spalla destra, Roberta la tranquillizza assicurandole che gli guarderà ma che senza dubbio, vedendo l'aspetto dell'uomo, non dev'essere grave.

Bevuto il tè chiede all'uomo di togliersi camicia e pantaloni e di sdraiarsi supino sul divano.

Max, obbedisce e rimanendo con dei boxer attillati si corica, Roberta inizia la visita sotto lo sguardo della padrona di casa.

Inizia auscultando i polmoni ed il cuore, verificato che per questi non ci sono problemi, con i polpastrelli esegue delle leggere pressioni all'altezza della parte lesa, continuando a far scorrere la mano vicino alla spina dorsale, abbassa leggermente ed in modo professionale i boxer e continua a toccare, poi dice a Max di girarsi a pancia un su, perché secondo lei il motivo del disturbo parte sotto lon sterno.

Max si gira. Roberta esegue ripetutamente delle leggere pressioni sull'addome del paziente, scivolando con i pollici sotto i boxer dell'amico.

Antonella si alza, si avvicina chiedendole se senza i boxer lavorerebbe meglio, la risposta del medico e affermativa e Antonella, sorridendo maliziosamente, denuda completamente il suo compagno.

Le due ragazze sono vicine con le loro teste. Alla vista del pisello abbronzato come il resto del corpo anche l'ospite risponde al sorriso.

- "Di solito è più grosso!", esclama Antonella.

- "Se vuoi lo faccio diventare più grosso", risponde l'altra.

- " Ne saresti capace?" continua, sfiorando con l'indice le labbra di Roberta.

"Vuoi vedere?" dice, facendo sentire la sua lingua, delicatamente, sul dito dell'amica.

Antonella è eccitata, vede Roberta che sfilatasi gli occhiali, accarezza con le sue guance il pene guardandola negli occhi, Max piacevolmente colpito resta zitto ed immobile nell'attesa degli eventi.

Con la lingua lecca le palle, poi sale piano fino al glande, schiude la bocca e lo assapora, lo succhia, lo sente ingrossare in bocca, e con il viso comincia a scivolare su e giù con l'asta tra le labbra.

Stacca il viso, prende il cazzo con la destra, si volge alla sua sinistra verso Antonella: "Visto?".

- "Interessante... continua" risponde Antonella.

- "Tu cosa ne pensi?" chiede Roberta a Max.

- "Sei molto brava... mi sto divertendo." Fa capire il maschio.

L'odore di sesso nella stanza è molto forte e Roberta sentendosi molto troia, si avvicina a Antonella e la bacia sulla bocca facendole sentire il sapore del cazzo e facendola bagnare.

Prende la testa dell'amica e la adagia sull'asta davanti a loro. Antonella, guardando in faccia Max, fa un succulento pompino.

Roberta si porta dietro il corpo di Antonella ed inizia a leccare le cosce, le solleva il vestito e piacevolmente scopre che la puttanella, sotto è completamente nuda, e lascia partire la lingua in direzione anale mordicchiandole le natiche e sfiorandole la figa con le dita; le lecca copiosamente il bel buchetto del sedere bagnandolo bene con la sua saliva, quindi si toglie la collana e gliela infila nello sfintere perla dopo perla aiutandosi con il medio e facendola gemere di piacere.

Antonella, si rizza con il corpo e fa cadere il mini abito, rimanendo con gli stivali, afferra per mano Max, e lo adagia sul tappeto, quindi mostrandole la schiena con la collana che le pende dal sedere si siede sull'uccello ed inizia a farlo scorrere all'interno della sua prugnetta.

Roberta le si avvicina, mettendole le mani nei capelli ed accarezzandola, poi guardando Max, gli sorride e inginocchiatasi lo bacia sulla bocca, dopodiché toglie la collana dal sedere e gliela fa succhiare ad Antonella avida di piaceri, per poi reindossarla.

Antonella, soddisfatta, si alza dalla cavalcata e si avvicina all'amica, le toglie la giacca, e la bacia sui seni nudi, s'inginocchia davanti a lei e sfila la gonna, trovandosi con il naso all'altezza della figa profumata e senza peli della dottoressa.

Davanti a questa scena Max si alza, si avvicina alle fanciulle e strofina il suo cazzo contro il culo della bionda baciandola sulla spalla, mentre Antonella annusa il buon profumo della fighetta di fronte, quindi da dei bacetti sul pube, e con la lingua cerca di aprire un varco tra le grandi labbra, finché raggiunge il clitoride e comincia a succhiare.

Max, è dietro Roberta con il cazzo tra la spaccatura delle natiche e con le sue mani forti che le stringono i seni.

Antonella, si alza, passando con la lingua attraverso l'ombelico, toglie una mano di Max e succhia il capezzolo già turgido dell'amica, che reagisce con un brivido, con la lingua continua fino ad arrivare alla bocca dove la bacia insieme al suo partner.

Roberta ripresasi per un momento, si rivolge all'amica:

-"Era per vedere se ci stavo a giocare in tre, che mi Hai chiamato?"

- "Certo!" le risponde Antonella.

- "Siete dei veri porcellini. Non sapete quanto sono troia a letto? A me fare sesso piace tantissimo, sia con uomini sia con troie come te Antonella! Sono eccitatissima, ho voglia di porcate, di grosse porcate, voglio prenderlo tra le gambe e bere la tua pipì." Esclama facendo poi uscire la lingua appuntita in cerca di nuovi buchi da esplorare.

- "Stai tranquilla che t'accontento, troiona!" Risponde all'eccitazione la padrona di casa.

S'inginocchia, prende le palle di Max e con le sue belle labbra gli assapora il cazzo guardando la mora che nel frattempo si strofina la fighetta sulla sua spalla e con la mano le carezza i capelli.

Quindi anche Antonella s'abbassa con la bocca a portata del cazzo, Roberta se lo sfila e lo mette in bocca all'amica e cominciando a succhiare le palle, scivola con la lingua sull'anca per raggiungere le natiche di Max e mentre Antonella continua con il suo pompino, lei comincia a leccare l'ano del maschio, fino ad introdurgli prima la lingua poi dopo averlo ben lubrificato con la saliva gli fa scivolare dentro un dito.

Tenendogli un dito nel culo, si solleva leccandogli, prima le natiche, poi la spina dorsale per raggiungere la nuca che morde dolcemente e scivolare sul lobo dell'orecchio per sussurrargli che è un porco e che ha un dito nel culo e che lei è troia come la sua amica che lo spompina.

Dopodiché si mette a quattro zampe e guardando Antonella esclama:

- "Ne ho voglia!"

Antonella, spingendo il cazzo duro verso il basso, fa inginocchiare Max e lo infila nella passera bagnata che ha di fronte. Poi si sdraia scivolando sotto il corpo dell'amica, con la testa tra le gambe femminili per gustare sia con gli occhi sia con il palato la penetrazione.

Max mentre scopa Roberta sente la lingua di Antonella che gli spennella l'uccello ogni volta che scivola avanti e indietro facendoglielo assaggiare ogni tanto, quindi lo toglie, sputa sul buco del culo della bionda, ed aiutato dalla mora incula la bella ospite che geme di piacere, mentre la fighetta si scioglie sempre di più stimolata dalla lingua dell'amica facendo uscire il suo umore tra le labbra sottostanti che assaporano compiaciute.

Dopo diversi colpi, Max, lo toglie dal sedere di Roberta e lo schiaffa nella bocca di Antonella che succhia con ingordigia, assaporando così insieme al sapore del cazzo, quello della figa e del culo della troia, che alzatasi solleva le cosce dell'amica fino a portare le ginocchia all'altezza delle spalle ed avere in primo piano da baciare culo e figa, poi con il viso unto di umori si rivolge all'uomo chiedendo di sfondare il sedere di Antonella.

Max, sorride prima ad una poi all'altra e quindi l'accontenta sfondando nel culo la compagna mentre è sgrillettata dall'amica

Max è in ginocchio, con il cazzo nel buco di Antonella, sdraiata che con le spalle tocca il pavimento tenendo la testa piegata e le gambe completamente larghe per farsi inculare meglio.

Roberta si avvicina, si accuccia sulla testa dell'amica e piegandosi in avanti le lecca il clitoride, guarda Max negli occhi e quando capisce che sta per venire, gli toglie il cazzo dal culo e se lo mette in bocca riempiendosela di sborra. Poi si gira e fa cadere parte dello sperma nella bocca di Antonella che ingoia con gusto.

Le due troie, in ginocchio una di fronte all'altra, si baciando in modo sconcio sul viso, sulle lebbra, si leccano la sborra; Antonella, prende in bocca l'uccello di Max cominciandolo a pulire, poi si alza, bacia sulla bocca il compagno, rimanendo a gambe larghe, mentre Roberta si sdraia sul pavimento e si accarezza la pancia e le tette cospargendosi di umori sessuali, quindi Antonella piega le cosce portando la sua fighetta davanti alla bocca della bionda per pisciarle dentro, mentre Max orina sulla spalle della compagna, tanto che il rigagnolo correndo lungo la schiena, passa tra le natiche e finisce sulla figa della porcona

Alla fine, Roberta sbattuta e soddisfatta si asciuga senza lavarsi e va a riposare con loro nel letto.

Al risveglio, dopo la doccia, vede che i due coniugi non ci sono e affacciandosi alla finestra, sente il sole che attraverso i vetri le riscalda il corpo, e vede una ragazza completamente nuda che si avvicina
alla piscina.

 
Lecca lecca
Racconti - Lesbiche
Scritto da Mara Mora   
Sabato 15 Ottobre 2011 00:44

Arrivai all'Accademia di Bellezza a metà pomeriggio. Era una cosa esclusiva, con la clientela sceltissima: mia madre aveva pagato una fortuna per fare entrare la sua piccola, sedicenne, futura indossatrice. Una settimana di training su moda, make-up, tecniche per modelle. L'Accademia era un grande e complesso edificio nelle colline di Los Angeles: appena oltrepassato il cancello sorvegliato, fui accompagnata nell'ufficio del Direttore, una donna chiamata Tia. Mentre aspettavo, guardavo attraverso una vetrata a muro verso la piscina, dove sguazzavano o prendevano il sole una decina di ragazze, tutte bellissime, tutte nude.
"Buongiorno Angela, e benvenuta. Io sono Tia." Mi voltai al suono della voce, e rimasi stupita dalla sua bellezza. Camminava verso di me con una vestaglia azzurrina lunga e trasparente, che le svolazzava intorno con la leggerezza di una piuma. Ai piedi portava degli elegantissimi sandali di legno chiaro con i tacchi alti, le unghie dei piedi laccate di rosso. Per il resto, era nuda. I suoi seni erano perfettamente formati e rotondi come dei piccoli meloni, con capezzoli piccoli e rosa. Il suo pube era quasi completamente depilato, e rimaneva solo una sottile riga di peli verso l'alto, a partire dalla sommità della sua fessura. Il sedere era rotondo e sollevato, le sue gambe erano lunghe e slanciate, e si muoveva con la grazia di una ballerina.
"Spero che tu non sia troppo colpita dal mio aspetto," disse Tia,
"ma devi sapere che noi consideriamo la bellezza ed i nostri corpi in piena e totale libertà. Ti incoraggeremo ad esprimerti al meglio attraverso il tuo corpo, a conoscerlo ed a trarne piacere. E poi, vedrai che anche gli altri vorranno conoscerlo e trarne piacere." Si fermò di fronte a me e allungò il braccio per accarezzarmi lievemente la guancia.
"Sei bellissima, Angela."
"Grazie," riuscii appena a dire, ancora sbigottita dalla sua bellezza e dalla sua nudità. Tia abbassò la mano sul mio collo, sulla spalla e sul mio braccio nudo, ed il suo tocco lieve mi trasmise una scarica elettrica.
"Questa settimana ti faremo esercitare a lungo, Angela. Entro Domenica sarai in grado di camminare sulle passerelle delle sfilate di moda. Sono sicura che in poco tempo tutti potranno ammirare il tuo bellissimo viso e splendido corpo sulle copertine delle riviste di moda."
"Lo spero," dissi con un sorriso teso. Mi prese per mano e mi portò alla finestra.
"Il lavoro sarà pesante, ma ci sarà tempo anche per divertirsi. Abbiamo una discoteca nel seminterrato, aperta fino a tardi la notte; vedi la piscina qui davanti, e ci sono altre bellissime sorprese che renderanno il tuo soggiorno molto piacevole. Non lasciare che lo stress del lavoro si accumuli durante questa settimana: impara a controllarlo e a divertirti quando si può. C'è anche un bel programma di ginnastica e massaggi, e naturalmente noi ti incoraggiamo a rilassarti attraverso il sesso: spero che tu ti masturbi regolarmente, perché vorremmo che tu lo facessi spesso. Se preferisci usare dei giocattoli, ne abbiamo di tutte le forma e dimensioni, basta chiedere. Godere da sola o far godere il tuo partner crea una luce speciale nel tuo viso, e ti fa apparire ancora più bella. Vedrai che la maggior parte della ragazze qui sono lesbiche o bisex, e quelle che non lo sono, sono molto curiose. Quindi, fatti tante amiche e divertiti. Quando si arriva al sesso, la nostra regola è: godere e far godere." Guardai verso la piscina: si vedeva una ragazza, più o meno della mia età, che galleggiava nuda distesa su un materassino. Un'altra ragazza era appesa all'estremità del materassino, tra le gambe della prima, e le accarezzava la figa distrattamente. Sentii che il desiderio cominciava a prendermi. La vista di quelle fantastiche ninfette mi fece tornare alla mente le avventure avute a scuola, con le mie amiche. Cominciai a desiderare una ragazza, per giocarci un po'. Tia mi grattò i capelli.
"Vedrai che starai benissimo," disse con un sorriso dolce. Poi si avvicinò e mi baciò lievemente sulle labbra. Il profumo della sua pelle e dei suoi capelli, ed il sapore delizioso delle sue labbra mi fecero tremare le gambe ed accelerare i battiti del cuore. Ormai l'eccitazione sessuale mi aveva presa tutta.
"Ora lascia che Marie, la mia assistente, ti mostri la tua camera." Tia si voltò ed andò verso la sua scrivania, con la vestaglia trasparente che non nascondeva nulla. Mentre camminava le guardai il bellissimo sedere, senza alcuna linea di abbronzatura. Sapendo forse che la stavo guardando, aprì leggermente le gambe mentre si chinava sulla scrivania per usare l'interfono, regalandomi un'occhiata sulla sua figa che si mostrava attraverso le gambe. Un attimo dopo, una ragazza aprì la porta e mi sorrise.
"Ciao Angela, io sono Marie." Mi allungò la mano, ed io la strinsi.
"Devo aiutarti a sistemarti." Mentre mi portava fuori, Tia disse:
"Divertitevi voi due!" Marie era sui vent'anni. Era una biondina molto carina, con occhi blu ed un sorriso simpatico. Le sue labbra, sommate all'eccitazione che ormai mi aveva preso, mi facevano pensare a come dovevano essere dolci sulla mia figa. Portava un reggiseno piccolissimo, che copriva a malapena dei seni altrettanto piccoli ma ben formati. La parte sotto era quasi un tanga, ed il suo sedere non mostrava segni bianchi dovuti all'abbronzatura: era sodo e si muoveva elastico, mentre camminava davanti a me. Ai piedi portava sandali con il tacco alto, ed anche lei aveva le unghie tinte di rosso. Mi venne un improvviso desiderio di succhiarle le dita dei piedi. Marie mi guidò attraverso l'edificio, in un lungo corridoio con camere da entrambi i lati. La mia camera era al piano terra, con vista sulla piscina e sul giardino.
"Allora, cosa ne pensi?" chiese, dopo aver chiuso la porta, sole nella stanza.
"E' fantastico!" dissi, intendendo quanto avevo visto finora. C'era un letto matrimoniale con lenzuola di raso rosse, ed uno specchio sul soffitto. Una vasca con idromassaggio occupava quasi tutto il bagno, accanto ad una doccia con due uscite per l'acqua.
"E' adatto a due persone," disse, aprendo la porta della doccia.
"Ottimo!" dissi. Andai alle finestre scorrevoli rivolte verso la piscina e le aprii, lasciando entrare la fresca aria del pomeriggio. Sentii ridere qualche ragazza, dalla piscina. Un gruppo stava giocando a pallavolo.
"Sembra che tutte si divertano un mondo," dissi. Poi notai che non c'erano tende.
"E per la privacy?" chiesi.
"Non ce n'è bisogno," disse Marie sorridendo.
"Tia preferisce che sia così, per rompere ogni inibizione. Fa parte del training." Era in piedi dietro di me, e mi prese la mano incrociando le dita. "Serve anche per creare delle serate veramente erotiche."
"Cosa vuoi dire?" Chiesi, godendomi l'intimità del suo tocco e la fragranza del suo corpo, così vicino al mio.
"Beh, si può camminare la sera sul sentiero che passa davanti a tutte le finestre, e vedere tutto quello che accade dentro. Credimi, accadono un sacco di cose!" Sorrise e mi strinse la mano.
"Interessante," dissi. Avevo sempre avuto una vena di voyeurismo, e mi elettrizzava il pensiero di vedere le altre ragazze in certe situazioni.
"Se la porta a vetri è chiusa," disse Marie,
"puoi guardare tutto quello che vuoi, ma se la porta è aperta è un invito ad entrare e partecipare ai giochi."
"E tu lo fai?" chiesi.
"Naturalmente, stupidina," disse sorridendo.
"Cosa ci può essere di più divertente?" Appoggiai un dito al mento, e feci finta di pensarci su.
"Cosa ne pensi di fare sesso con la cioccolata?"
"Wow, sei proprio il mio tipo di ragazza!" disse Marie, ed entrambe ridemmo stringendoci la mano.
"Non vedo l'ora di fare una passeggiata all'aperto stasera," dissi, mentre sentivo che la figa mi si bagnava all'idea di vedere cosa accadeva in tutte le camere.
"Sì, ma prima c'è la discoteca," disse Marie.
"Mi sembra che Tia abbia detto che è nel seminterrato."
"E' da lì che partono tutti i divertimenti. Tutte ci vanno caricate al massimo. L'ambiente diventa poi caldissimo, specialmente se giochiamo a Lecca Lecca."
"Cosè?"
"Credimi, ti piacerà, appena vedrai di cosa si tratta." Poi mi prese entrambe le mani e disse,
"Devo andare a controllare qualcun'altra delle nuove arrivate."
"Devi proprio andare?" Dissi sporgendo le labbra per mettere il broncio, pensando a come desideravo sentire che sapore avevano le dita dei suoi piedi. E tutto il resto.
"Vorrei rimanere con te, ma devo fare il mio lavoro," disse, stringendomi a lei. Guardandomi negli occhi, leccò con la punta della lingua le mie labbra, ancora imbronciate. Mi mancarono le gambe.
"Vorrei rimanere con te a giocare," ripeté. Poi mi baciò. Io la ricambiai e le chiesi:
"Sarai il mio appuntamento in discoteca?"
"Speravo che me lo chiedessi," disse Marie, premendo le sue tette contro le mie.
"Verrò a prenderti alle otto." Si girò e si diresse verso la porta. Il cuore accelerò i battiti, mentre guardavo come camminava ed il suo bellissimo sedere con il perizoma che non nascondeva proprio nulla. Appena prima di aprire la porta si girò, si bloccò con le gambe in posa sexy e mise un dito sotto la parte anteriore del perizoma. Spostandolo di lato, mi mostrò la sua figa completamente depilata.
"Eccoti qualcosa a cui pensare fino a stasera, Angela." Ebbi un giramento di testa, e avrei voluto correre da lei e mettere la faccia tra le sue gambe, per assaggiare quello che mi stava offrendo. Ma prima che potessi muovermi era uscita. Che tensione erotica! Le gambe non mi sorreggevano più, e mi buttai sul letto. Ancora con la visione fantastica di Marie che me la faceva vedere, ficcai le mani dentro i jeans e infilai due dita dentro la figa bagnata. Mi pizzicai un capezzolo con l'altra mano e mi feci un ditalino velocissimo, finché venni dimenandomi sul letto. Quando aprii gli occhi, guardai in alto verso lo specchio sopra il letto. La vista del mio viso trasformato dall'orgasmo, la mia schiena arcuata e le mani che si muovevano velocissime mi scatenò un'altra ondata di piacere. Non vedevo l'ora di vedere nello specchio noi due che ci leccavamo la figa e il culo! Questo pensiero mi eccitò ancora di più, e venni con un terzo orgasmo. Ormai ero tutta sudata, ed avevo goduto da sola come poche volte. Portai le dita alla bocca, per assaggiare i miei succhi. Il modo migliore di concludere una masturbazione! Poi mi addormentai, con la mano ancora ficcata dentro i jeans, sognando di fare l'amore con Marie. Quando mi svegliai, mi trascinai in bagno e aprii la doccia. Rimasi a lungo sotto il getto caldo, insaponandomi tra le gambe e dappertutto. Mi aprii il sedere con una mano, e infilai il dito insaponato nel buchino, per pulirlo alla perfezione. Adoravo farmi leccare il buco del culo, e volevo che fosse perfetto per Marie. Dopo essermi asciugata i miei corti capelli neri, mi infilai un vestitino di cotone primaverile, a fiori. Era un po' troppo piccolo in alto, e lasciava intravedere le areole dei capezzoli. Era anche corto: copriva appena il sedere ed il cavallo. Mi misi un paio di mutandine da bikini rosa, che erano anche loro un po' piccole, lasciando uscire molto del sedere e stringendo bene sul davanti. Una collanina d'oro ed i miei sandali con i tacchi alti completarono l'opera. Mi specchiai, e sorrisi alla vista del risultato: collo lungo, braccia e spalle nude e lisce, due belle tette, con gambe lunghissime ed una traccia di rosa nel punto d'incontro. Potevo sembrare nuda al buio: esattamente l'effetto che volevo. Se questo non segnalava con chiarezza
"Voglio scopare," niente altro avrebbe potuto farlo. Alle otto in punto, sentii bussare alla porta. Aprii e respirai a fondo. Marie indossava un vestitino nero, che le sembrava dipinto addosso. Aveva una profonda scollatura, ed era cortissimo. Le gambe ne uscivano completamente, e terminavano con un paio di scarpe con i tacchi alti, molto sexy. Attorno al collo aveva una fascia nera, con un cuoricino d'oro appeso.
"Sei fantastica," dissi senza fiato. Lei sorrise radiosa, e lentamente si girò per farmi ammirare tutto. Poi si mise le mani ai fianchi, con le gambe allargate a far sembrare il vestito ancora più stretto, e disse, imitando la voce di una ragazzina:
"Pensi che sia scopabile?" La abbracciai e la baciai profondamente. Spingemmo i nostri corpi uno contro l'altro, mentre Marie mi stringeva il sedere. Al termine del lungo bacio, disse:
"Lo prendo come un sì."
"Stai scherzando? Vorrei buttarti sul letto e scoparti fino allo sfinimento, adesso, subito." La baciai ancora sulla bocca, con le lingue che duellavano.
"Ti è rimasto in mente quello che ti avevo mostrato?" Mi chiese sussurrando in un orecchio, mentre le mani vagavano dappertutto sui nostri corpi.
"Continuamente. Ci sto pensando ancora." Dissi con un gemito mentre lei mi accarezzava il sedere.
"Beh ragazzina, sei veramente deliziosa. Avrò il mio daffare stasera per tenerti per me."
"Perché non restiamo qui a giocare?" La pregai, cercando di tirarla dentro in camera.
"Perché, primo, c'è un party e balleremo, berremo e faremo veramente le puttane. E quando saremo tutte e due così arrapate che saremo pronte a farlo per terra come degli animali, torneremo qui di corsa e ci faremo godere e godere e godere."
"E sei io volessi proprio scoparti sul pavimento come un animale?" Dissi, ed entrambe scoppiammo a ridere eccitate come scolarette. Poi chiusi la porta e presi la mano di Marie.
"Va bene, hai vinto. Facciamo le puttane." Quando entrammo nella discoteca, l'energia sessuale presente mi colpì come un'onda di piena. Era una stanza piccola, grande come quattro garage, piena di luci nere, luci colorate e stroboscopiche. C'erano divani e cuscini tutto attorno, ed un juke-box che suonava musica rock. The Doors. Le luci erano agganciate al juke-box e lampeggiavano a tempo di musica. Un bar serviva vino e birra. Una ventina di ragazze erano sulla pista da ballo, che si agitavano e si scontravano ballando. Un'altra dozzina erano sparse per la stanza, mentre sorseggiavano qualcosa e chiacchieravano. Notai anche che qualcuno era fuori dal gruppo: una ragazza era distesa su un tavolo, senza reggiseno, mentre un'altra le stava leccando e massaggiando le tette.
"Questo posto è fantastico," dissi. Poi Marie mi prese per mano e mi tirò dentro il gruppo sulla pista da ballo. Era così affollato che era impossibile ballare senza strofinare il sedere o le tette contro i corpi delle altre ragazze. E che corpi. Erano le più belle ragazze che avessi visto tutte assieme, e tutte si muovevano in una danza provocante ed erotica: sembrava quasi un'orgia. Capii che tutte volevano toccare ed essere toccate. In un attimo, ci furono mani e dita soffici che esploravano ogni parte del mio corpo. Sentii un paio di tette sulla schiena, mentre una ragazza appoggiava il pube contro il mio sedere. Sopra la musica, appoggiò le labbra al mio orecchio e disse:
"Ti voglio." Mi girai, ma lei si era già confusa nella massa di corpi sudati e seminudi. Mi girai ancora per cercare Marie, ma anche lei era sparita, ed era stata rimpiazzata da una bionda alta e formosa, che vestiva solo reggiseno e mutandine: da qualche parte aveva perso tutto il resto. Mi abbracciò stretta, e cominciò a strofinarsi sulle mie cosce con il pube, completamente fradicio. Vidi le mie gambe bagnate dal contatto, e la vista mi fece impazzire di desiderio. Urlando sopra la musica mi disse:
"Ti faccio bagnare?" Annuii, leccandomi le labbra come una puttana.
"Provamelo," ribatté. Le presi la mano e la portai sotto il mio vestito, fin dentro le mutande.
"Dio mio, non raccontavi balle! Sei fradicia!" Le sue dita si infilarono nella mia figa e disse:
"Vuoi venire in camera con me?"
"Nikki!" Disse Marie, tirando la mano della bionda fuori dalle mie mutande.
"Sei così troia!!" Si mise le dita di Nikki in bocca e le succhiò dai miei succhi. Poi baciò Nikki con la lingua, e ricominciarono a ballare. Marie mi attirò tra loro, e diventammo una massa di corpi che si toccavano e ballavano. Improvvisamente alcune delle ragazze cominciarono ad applaudire e strillare. Guardai verso di loro, e vidi Tia stagliarsi attraverso la porta. Era vestita esattamente come l'avevo vista prima, ma con una vestaglia che stavolta era rosa. Una delle ragazze andò verso di lei, si chinò e piazzò un bacio sulla figa depilata di Tia. Riconobbi la ragazza: era quella sul materassino in piscina. Avrà avuto 18 anni. Tia le sorrise e la abbracciò, tenendola per la vita di fianco a sé. Si abbassò il volume della musica, e tutte si accalcarono attorno a Tia.
"Siamo pronte a giocare a Lecca Lecca?" chiese, generando un applauso ed uno strillare di sì.
"E allora, mi dici che cosè?" Susurrai a Marie.
"E' una vera figata," disse, prendendomi per mano e tirandomi vicino a sé.
"Tia sceglie ogni sera una ragazza, per fare il primo Lecca Lecca. Stasera è Patty." Disse indicando la ragazza che aveva appena baciato Tia.
"Dai, Marie, voglio sapere!"
"Okay. La ragazza che è il Lecca Lecca si distende su un tavolo e spalanca le gambe. Tutte le altre si mettono in fila davanti a lei, ed ognuna ha 5 secondi per leccarle la figa. La ragazza che riesce a far godere Lecca Lecca ne prende il posso. Certe volte il gioco continua per ore."
"Mi sembra proprio divertente!" Dissi mentre mi toccavo la figa fradicia, tutta eccitata dall'idea. Alcune ragazze intanto avevano piazzato un tavolo nel mezzo della pista da ballo, e ci avevano messo sopra un cuscino. Patty, che vestiva una minigonna ed un reggiseno rosso, si piazzò sopra e lasciò che le togliessero le mutande. Non era depilata, ma aveva i peli cortissimi, ben curati. Allungata indietro sui gomiti, spalancò le gambe ed urlò:
"Chi è la prima?" Tutte si misero in fila, e la prima ragazza afferrò le gambe di Patty e cominciò a leccare, con la lingua velocissima. La musica cambiò. Gli Stones. Le ragazze contavano:
"Cinque…Quattro…Tre…Due…Uno." Patty cacciò un urlo ed agitò in aria le gambe, mentre la prima ragazza si staccava. Poi allungò le mani e si spalancò la figa con le dita, appena prima che la seconda ragazza iniziasse a leccarla. Immediatamente iniziò ancora il conto alla rovescia, e si ripeté tutto. Io ero la decima ragazza della fila, e speravo di riuscire a farla godere per essere il prossimo Lecca Lecca. Marie era dietro a me con le braccia attorno i miei fianchi, mentre le sue labbra mi baciavano e mordicchiavano il collo da dietro. Stava strofinando il pube contro il mio sedere.
"Allora, ti piace Lecca Lecca finora?" Chiese.
"Lo trovo fantastico, incredibile," dissi mentre allungavo le mani all'indietro per prenderle i fianchi e tirarla ancora più stretta a me. Era una visione da girone dantesco. Musica rock, buio, luci lampeggianti, fumo, una ragazzina su un tavolo che dimenava le gambe, urlando come un cowboy ogni volta che cambiava ragazza, si massaggiava continuamente le cosce e di quando in quando si spalancava la figa con le dita. Incredibile! Si contorceva, era eccitata da morire! Le ragazze e volte la leccavano velocissime, a volte le infilavano la lingua dentro, a volte le leccavano il culo… Tutte per cinque secondi! Decisi che quando sarebbe stato il mio turno avrei fatto qualcosa di diverso. Dato che sicuramente avrebbe avuto il clitoride ben eretto, decisi che avrei puntato direttamente a quello, senza leccarla prima. Per prenderla di sorpresa. Improvvisamente mi accorsi che toccava a me. Guardai Patty, e vidi la sua fighetta giovane tutta aperta e bagnata della saliva di tutte le altre. Aveva gli occhi chiusi, con un sorriso di goduria. Vidi il mio obiettivo: il suo clitoride sporgeva almeno un centimetro. Mi piegai, appoggiai il pollice giusto sopra e tirai la pelle, in modo da farlo uscire ancora di più. Poi formai un piccolo cerchio con le labbra, e succhiai il piccolo pene più veloce che potevo. Patty urlò subito, prima del solito, e strinse le gambe attorno alla mia testa. Spinse la sua figa contro la mia bocca, e fui ricompensata con un getto dei suoi succhi, mentre godeva. Tutte iniziarono ad urlare ed applaudire, dicendomi di continuare. Ormai era partita. Dopo pochi secondi venne ancora, con un altro getto di succhi. Era la ragazza più giovane che avessi mai leccato, ed era deliziosa. In quel momento mi accorsi che Marie aveva la mano tra le mie gambe, e mi stava pompando con due dita da dietro. Ero fuori di me, mi sentivo ubriaca. Il rumore, la musica, le urla, le dita di Marie nella mia figa, la figa della ragazzina nella mia bocca. Nella mia vita, non avevo mai provato una tale eccitazione sessuale, non mi ero mai sentita così fuori di testa. Non capivo più nulla. Patty aveva già goduto due volte, mi abbracciò e mi tirò sopra di lei. Mi baciò con la lingua così profondamente che mi sembrò entrasse in gola. Poi sentii un sacco di mani su di me, qualcuno mi toglieva le mutande. Patty si tolse da sotto, sussurrandomi:
"Dopo voglio scoparti io!" Mi baciò ancora e scomparve.

 
Sesso su Internet con Netmeeting
Racconti - Lesbiche
Scritto da Mara Mora   
Sabato 15 Ottobre 2011 00:42

Era domenica pomeriggio e collegandomi come al solito per leggere la posta e navigare un po' attivo Netmeeting per vedere se c'e' qualcuno di interessante collegato e ad un certo punto ricevo una chiamata da Elisabetta......

Laura : ciao
Elisabetta : ciao ...da dove chiami?
Laura : da Milano e tu?
Elisabetta : vicino Milano
Laura : eta'?
Elisabetta : mica tanto vicino ....dalle parti di Lecco
Elisabetta : 25
Elisabetta : tu?
Laura : beh, non troppo lontana...
Laura : io Sesto S.G., praticamente milano!
Elisabetta : anni?
Laura : io 25
Laura : hai foto?
Elisabetta : si tu?
Laura : si certo... me ne mandi una?
Elisabetta : prima tu
Laura : prima tu dai...
Elisabetta : allora assieme
Laura : ok... arriva!
Elisabetta : come la vuoi?
Laura : senza cose superflue
Elisabetta : cosa intendi?....lol!
Laura : vestita poco...
Laura : guarda la mia... le altre sono peggio!
Elisabetta : sei bella
Laura : wow... emozionante...
Laura : voglio vederti meglio...
Elisabetta : me ne mandi un'altra peggio?
Laura : si certo...
Laura : vista?
Laura : e dimmi sei lsb o bsx?
Elisabetta : lsb tu?
Elisabetta : mi piaci un sacco!
Elisabetta : dove sei nella foto?
Laura : anche io... sai che vorrei essere in ginocchio dietro di te?
Laura : altra foto?
Elisabetta : dai
Laura : ti vado bene?
Elisabetta : siiiiiiiii
Elisabetta : e io?
Laura : dimmi ma tu da quanto sei lsb?
Laura : tu vai benissimo....
Elisabetta : da tre anni
Elisabetta : sei sola?
Laura : wow chi ti fa queste foto artistiche?
Laura : sola? adesso o nella vita?
Elisabetta : sapessi
Elisabetta : adesso
Laura : chi dai... chi te le fa?
Elisabetta : un'amica
Elisabetta : a te?
Laura : anche lei?
Elisabetta : si
Laura : la mia ex!
Elisabetta : come sei vestita?
Laura : ma dimmi cosa ti piace di piu' nella donna che nell'uomo?
Elisabetta : la tenerezza
Laura : vestita, jeans e camicia adesso e tu?
Elisabetta : ho solo una vestaglia
Laura : ehi altre foto?
Laura : ti sei appena svegliata?
Elisabetta : non cosi....
Elisabetta : no
Elisabetta : tu ne hai altre?
Laura : si altra foto!
Elisabetta : dai
Laura : ma dove le porti a sviluppare le foto tu?
Laura : io mi vergogno in negozio.. solo con le istantanee!
Elisabetta : le sviluppa lei
Elisabetta : mi stai eccitando
Laura : anche tu, la mano e' dentro la camicia e la tua?
Elisabetta : anche la mia
Elisabetta : ti piace
Laura : si sto cominciando a godere un po'
Laura : dimmi cosa mi faresti se fossi li?
Elisabetta : io lo faccio spesso
Elisabetta : ti bacerei dappertutto prima
Laura : anche io mi tocco spesso, anche in auto in giro!
Elisabetta : e poi ti leccherei...e' una cosa che mi fa impazzire
Laura : io ti leccherei subito....specialmente nei punti chiave!
Elisabetta : siiiiii
Elisabetta : ogni tanto mi devo fermare al lato della strada
Laura : ma non hai altre foto?
Elisabetta : sono castigate...
Laura : sigh... e della tua amica?
Laura : hai mai provato un trio? io no...
Elisabetta : ho voglia
Elisabetta : io si
Laura : anche io... moltissima!
Elisabetta : ti hanno mai vista?
Laura : ma quanto sei alta? 1,80?
Elisabetta : 1.75
Laura : mai vista dove?
Elisabetta : mentre ti toccavi?
Laura : no non sono esibizionista...
Laura : e tu?
Elisabetta : a me una volta ero su una scogliera
Laura : ma dai, e chi ti ha vista?
Elisabetta : uno che pescava e che pensavo che si facesse gli affari suoi invece mi sono accorta che guardava il maiale
Laura : ma si e' fatto avanti?
Elisabetta : no ...poi ho smesso....
Elisabetta : hai altre foto?
Laura : occhio ai maniaci, appena fiutano una ragazza....
Laura : io non ho piu' foto... ma se ne hai altre tue mi faresti felice
Laura : e mi faresti anche godere.....
Laura : la mano scende....
Elisabetta : la mano e' gia' bagnata
Laura : la mia e' piena di umori!
Elisabetta : adesso e' pieno anche il mio seno
Laura : sto impiastrando la tastiera....si sentira' un po' l'odore...
Elisabetta : e' la prima volta oggi?
Laura : vorrei essere li a leccarti il seno
Laura : no
Elisabetta : quando l'hai fatto?
Elisabetta : ho i capezzoli duri come il marmo
Laura : altre volte, ieri pomeriggio ad esempio!
Laura : e tu?
Elisabetta : stamattina
Elisabetta : appena sveglia
Elisabetta : e ieri prima di addormentarmi
Laura : ma vivi sola?
Elisabetta : si
Elisabetta : tu?
Laura : io no purtroppo.. con i miei!
Laura : quindi non sono molto libera di godere in pace!!!!!!!!
Elisabetta : ti hanno mai beccata?
Laura : no mai... mi butterebbero fuori di casa! E i tuoi lo sanno?
Elisabetta : che mi masturbo come una pazza?
Laura : si, ma anche che sei lsb
Elisabetta : mia madre mi ha vista
Elisabetta : no che sono lsb no
Laura : e che ti ha detto!
Elisabetta : lasciamo perdere
Laura : "cercati un'uomo? " per caso?
Elisabetta : no
Elisabetta : mi ha fatto un mazzo cosi'
Laura : ma hai dei falli di gomma o a mani nude?
Elisabetta : a mani nude...tu?
Laura : si, non posso tenere in casa un arnese del genere!
Laura : io sono vergine nel culo e tu?
Elisabetta : anche
Laura : io ho paura.. e tu?
Elisabetta : pure ma mi piace farmi leccare
Elisabetta : ho voglia di leccarti le tette
Laura : bellissimo....
Laura : io leccare i tuoi umori..
Elisabetta : sei ancora vestita?
Laura : la camicia e' aperta e...
Laura : i jeans slacciati!
Laura : e tu?
Elisabetta : sono nuda
Laura : mi stai facendo venire....
Elisabetta : anche tu....
Elisabetta : sono dentro di me adesso
Laura : se ti avessi qui... ti leccherei il clito fino a farti impazzire...
Elisabetta : siiiiiii
Elisabetta : come e' il tuo?
Laura : bellissimo...
Elisabetta : il mio si vede
Laura : da farti morire... anche il mio si vede....
Elisabetta : dove lo fai di solito?
Laura : in camera mia, quando non c'e' nessuno a casa e tu?
Elisabetta : anch'io....
Elisabetta : ma lo faccio anche dove mi capita
Laura : beh, ma tu vivi sola...
Elisabetta : l'ho fatto anche in ufficio
Laura : dove e' il posto piu' strano?
Elisabetta : e poi sul divano di casa
Laura : in ufficio? ma quando? di giorno...
Elisabetta : si
Laura : e non ti hanno vista?
Elisabetta : no
Laura : ma che tipo di ufficio hai?
Laura : sto per venire....
Elisabetta : erano gia' usciti tutti
Laura : ah, adesso capisco e con chi?
Elisabetta : anch'io
Elisabetta : da sola
Laura : io mi sto leccando gli umori
Elisabetta : mmmmmmmm
Elisabetta : e il tuo posto piu' strano?
Laura : mi stai facendo impazzire.....
Laura : solo in auto o in casa!
Laura : ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
Laura : siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Laura : ci sono...........
Elisabetta : aaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
Laura : godiamo insieme........
Elisabetta : veeeeeeeeeeeeeennnnnnggggggggoooooooooooooooo
Elisabetta : siiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Laura : veeeeeeeeeennnnnnnnnnnnggggggggooooooooooo
Laura : aaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh
Laura : sto bagnando tutta la sedia............
Laura : ssssssoooooooonnnnnnnnnnoooooooo vvvvvvvveeeeeeeeeennnnnnuuuuuuuuttttttttaaaaaaaaaaa
Laura : mi fai sentire la tua voce????????????
Elisabetta : aaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhh
Laura : voglio sentire l'eccitazione delle tue parole!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Elisabetta : non mi funziona il mic........
Elisabetta : a te funziona?
Laura : no, magari avessi un mic, ma primo o poi lo compro!
Elisabetta : io ce l'ho ma con nm non funziona un c...o!!!!!
Laura : mi mandi altre foto?
Elisabetta : non ne ho piu'
Laura : sigh........peccato, allora magari ce le possiamo spedire per email.....
Elisabetta : mi piacerebbe venire in macchina con te
Elisabetta : tu hai icq?
Laura : sarebbe fantastico!
Laura : icq no... cos'e'?
Elisabetta : e' come nm ma secondo me e' meglio
Laura : ah, allora lo cerchero'!!!!!!!!
Elisabetta : puoi scaricarlo gratis a www.mirabilis.com
Laura : Hai un'email dove trovarti?
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Elisabetta : tu?
Laura : provero' a scaricarlo!
Laura : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. non guardare il nome perche' e' per tenere l'anonimato!
Elisabetta : ok
Laura : mi scriverai?
Elisabetta : scarica icq
Elisabetta : ti do il mio numero
Laura : ok... dimmi!
Elisabetta : ICQ 000000000xxxxxxxxx
Elisabetta : devi solo aggiungermi alla tua lista e aspettare la mia autorizzazione
Laura : Ok... lo faro'.......
Elisabetta : io devo andare adesso...a farmi una doccia
Laura : anche io fra poco... e' stato bellissimo godere insieme a te!
Elisabetta : anche per me
Elisabetta : un bacio....bye bye..alla prossima
Laura : un bacetto sul tuo seno destro... smacckete!

 
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